Bonifico a figli o parenti, che rischio! L’errore da non commettere MAI

Il bonifico è un mezzo di pagamento tracciabile e di conseguenza tanti genitori pensano che i soldi trasferiti ai figli siano esenti da tassazioni e sanzioni. La realtà è differente.

Volendo effettuare una donazione in soldi ai propri figli occorrerà prestare molta attenzione alla modalità scelta ma anche i destinatari devono sapere un importante riferimento normativo.

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I genitori che desiderano regalare soldi ai figli devono rispettare alcune direttive per non essere soggetti ai controlli del Fisco. Il riferimento è a grandi importi di denaro superiori ai mille o ai duemila euro. Per evitare di prelevare cifre ingenti dal conto – il Fisco farebbe scattare immediatamente i controlli – e di far versare ai figli somme di denaro rilevanti – anche in questo caso la macchina finanziaria si chiederebbe da dove provengono i soldi – è consigliabile effettuare un bonifico. Trasferendo l’importo desiderato in modo tracciabile si potrà indicare nella causale il motivo della donazione sciogliendo ogni dubbio al Fisco. Agendo in questo modo, però, non si risolveranno tutti i problemi. La Legge in vigore, infatti, prevede che i figli che ricevono soldi dai genitori li dichiarino attraverso la Dichiarazione dei Redditi al fine di essere tassati. Vediamo quando questo accade.

Bonifico e tasse, quando i figli devono dichiarare la donazione

Se l’importo erogato al figlio è medio-basso non è prevista alcuna tassazione. Secondo la Legge italiana, infatti, sono tassabili solamente le donazioni di importo superiore a 1 milione di euro. Una realtà ben lontana dalla maggior parte dei cittadini ma che può accadere. In questo caso, le somme erogate dai genitori ai figli sono soggette ad una tassazione del 4%. La normativa, nello specifico, impone il 4% del valore del bene donato su una franchigia di 1 milione di euro per il coniuge e i figli o i parenti in linea retta.

Il 6%, invece, viene applicato su una franchigia di 100 mila euro per donazioni a fratelli e sorelle e senza tetto per parenti fino al quarto grado che siano affini in linea retta, in linea collaterale fino al terzo grado e per i portatori di handicap grave con franchigia di 1.500 mila euro.

Quando scattano le multe?

Le multe scattano nel momento in cui il trasferimento dei soldi al figlio non è giustificato. L’importo non è importante – a condizione che superando i precedenti limiti citati si indichi in Dichiarazione dei Redditi – ma conta la motivazione alla base della donazione. Inoltre occorre sempre preservare le quote di eventuali eredi legittimari. La causale del bonifico, dunque, è fondamentale per non finire nel mirino del Fisco e rischiare di incorrere in controlli e sanzioni.

Questa direttiva vale per tutti i bonifici, indipendentemente dalla somma trasferita. Per evitare multe, dunque, basterà specificare “Regalia”, “Regalo di compleanno”, “Dono di laurea”, “Contributo per l’acquisto di un’auto” e così via.

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