Taglio al Superbonus, addio al 110% tra poche settimane

Il Superbonus scenderà al 90% tra poche settimane, il Governo ha deciso. L’addio al 110% arriverà prima del previsto. Vediamo le nuove condizioni.

Lo scorso 10 novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Aiuti Quater. Ora si attende il “sì” del Senato per attuare gli interventi indicati nel testo.

Superbonus
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Il Governo Meloni segue la scia del vecchio esecutivo e propone un Decreto Aiuti Quater per sostenere la popolazione e mettere in atto interventi salva-Italia. Le risorse stanziate sono pari a 9,1 miliardi di euro e provengono dall’extragettito fiscale che il Parlamento ha autorizzato per contrastare il caro energia. Tra gli interventi descritti nel testo citiamo l’aumento del tetto massimo dei contanti da 1.999,99 euro a 5 mila euro, il via libera alle trivellazioni per aumentare la produzione di gas naturale, l’innalzamento del fringe benefit fino a 3 mila euro – un aiuto importante che i datori di lavoro possono erogare ai dipendenti – e la rimodulazione del Superbonus 110%. Nello specifico, l’esecutivo ha deciso di anticipare la riduzione della percentuale di detrazione passando dal 110% al 90%. Rimarrà del 110% per gli interventi di riqualificazione già avviati e per quelli che inizieranno prima del 25 novembre con relativa CILA, Comunicazione di Inizio Lavori.

Superbonus 2023, addio al 110%

Il Superbonus diventerà del 90% per i lavori iniziati dopo il 25 novembre 2022. Questo il piano presente nel testo del Decreto Aiuti Quater. Sono state ripescate, però, le villette unifamiliari a condizione che i proprietari siano residenti e abbiano un reddito basso, entro i 15 mila euro. Il conteggio di questo limite non tiene conto dell’ISEE bensì del quoziente familiare, un sistema basato sul numero dei componenti del nucleo familiare.

Il DL prevede, poi, una proroga per il Superbonus villette 110%. Coloro che hanno effettuato il 30% degli interventi entro il 30 settembre 2022 potranno usufruire dell’agevolazione fino alla fine di marzo 2023 superando, dunque, il termine ultimo iniziale del 31 dicembre 2022. Con riferimento ai prossimi anni, invece, il Superbonus scenderà prima al 70% nel 2024 e poi al 65% nel 2023.

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Il taglio, doloroso ma necessario

I cittadini non sono contenti di questo taglio dal 110% al 90%. Perdono quella gratuità che ha convinto tante persone a ristrutturare un immobile rendendolo dal punto di vista energetico più efficiente. Eppure occorre sottolineare che proprio questa apprezzata gratuità è costata allo Stato 60 miliardi di euro causando un buco di 38 miliardi di euro. La premier Giorgia Meloni sottolinea così la necessità di ridurre l’aliquota di una misura che è stata ideata per risollevare l’economia italiana ma che è stata strutturata in maniera sbagliata.

Stesso appunto è stato avanzato dal Ministro dell’Economia Giorgetti. Il taglio è indispensabile per evitare un “peggioramento delle imposte dirette per importi compresi tra 8 e 10 miliardi di euro in ciascun anno” che influirebbe negativamente su altri interventi.

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